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14 nov 2018 14:49:04 GTM 0

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News: Storia di una ragazza “speciale”

Storia di una ragazza “speciale”

“Siamo uniti da un unico amore la vita” voglio iniziare il mio viaggio con Giuseppina riprendendo una frase scritta da un mio caro amico, un ragazzo autistico di 17 anni.
Venti anni fa ho iniziato a collaborare con la Polisportiva Disabili Foligno e non avendo nessun tipo di esperienza con disabili intellettivi avevo anche in po' di timore, ma dopo il primo impatto tutte le mie preoccupazioni sono svanite. Siamo entrati subito in sintonia e in particolare questo feeling è iniziato, fin da allora, con una ragazzina, tutta pepe e piena di energia ed amore per la vita proprio come me. Certo non avevo la consapevolezza dei motivi per cui erano nati questi legami così forti. Ora sono sicura che ciò che mi tiene legata a tutti i miei atleti, ed in particolare a Giuseppina, è la certezza che loro mi hanno dato e continuano a darmi più di quello che io posso rendere a loro.
Tornando a Giuseppina mi sono subito resa conto delle sue grandi potenzialità sportive, sopratutto atletiche, accompagnate dall'impegno e la volontà di raggiungere il massimo. 20 anni fa lo sport per disabili mentali non era molto praticato in Umbria, ho iniziato così a crearmi una piccola squadra di “campioni” da allenare per le specialità dell'atletica all’inizio, poi abbiamo inserito il basket, il nuoto e le bocce. Le prime gare nazionali di atletica le abbiamo fatte a Roma nel 1988, gare Special Olympics, un programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per più di un milione di ragazzi ed adulti con ritardo mentale. Nel mondo sono 165 i paesi che adottano il programma Special Olympics.
Il giuramento di Special Olympics è: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”.
In Italia Special Olympics è stato inserito nell’ambito dell’attività della Federazione italiana Sport Disabili (FISD) dar circa 15 anni.
Dal 1° Ottobre 2003 ha raggiunto una maggiore autonomia approvando anche un nuovo statuto con il proposito di dare maggior risalto a tutto il movimento e più ampia diffusione del suo messaggio di gioia e di speranza. Dal 1988 Giuseppina ha partecipato a tutti i giochi regionali e nazionali Special Olympics di atletica leggera e dal 2003 anche ai campionati regionali del Comitato Italiano Paralimpico. Le sue specialità sono la velocità nei 100 metri piani ed il salto in lungo con rincorsa. Abbiamo anche provato ad allenarla a distanze più lunghe, ma la sua potenza esplosiva si esaurisce dopo i 100 metri. In questi anni ha sempre ottenuto dei buoni piazzamenti classificandosi sempre prima o seconda. Tali risultati hanno fatto sì che alcuni anni fa era stata contattata per partecipare ai Giochi del Mediterraneo ad Atene, ma né la famiglia né la società sportiva erano pronti a lasciare Giuseppina con tecnici che lei non conosceva, così questa occasione è stata annullata. Fortunatamente un anno fà mi hanno chiesto se Giuseppina fosse pronta a partecipare ad una gara internazionale .Ho risposto subito di sì: avrei superato qualsiasi ostacolo pur di far vivere questa esperienza alla mia atleta. Così sono iniziati i preparativi per Shanghai dove, dal 2 all’11 ottobre 2007, si sarebbero svolti i giochi mondiali Special Olympics. Il primo ostacolo è stato quello di convincere la famiglia e fargli comprendere che questa era un’occasione unica ed irripetibile, mentre Giuseppina non si è mai posta problemi particolari e non era neanche preoccupata che non avrebbe avuto vicini né il suo allenatore né me. Risolti i problemi familiari e burocratici, bisognava che il suo allenamento non avesse pause. Il suo tecnico Claudio Coletti si è reso disponibile ad allenarla tutta l’estate con costanza e determinazione per far sì che Giuseppina potesse dare il massimo. Certo, Giuseppina ha avuto momenti di crisi e di paura nell’affrontare situazioni stressanti come allenamenti sotto il sole o richieste troppo alte, ma siamo riusciti a tranquillizzarla cercando anche di farle capire l’importanza di partecipare serenamente a questa esperienza. Volevamo che partisse con la speranza di tornare vittoriosa, ma soprattutto arricchita e cresciuta interiormente.
Gli ultimi giorni prima della partenza io ero più agitata di lei: tutti i preparativi, i vari disguidi incontrati, le avevano dato, ad esempio, le tute e le maglie di 3 taglie più grandi… pensavo sempre che mi sarei tranquillizzata solo all’aeroporto, e così è stato. Siamo andati a Roma ad accompagnarla il giorno prima della partenza, la delegazione italiana era formata da 134 persone di cui 94 atleti divisi tra le specialità del nuoto, bocce, calcio, ginnastica, equitazione, tennis, basket e 8 atleti per l’atletica, tra cui la nostra “Giusy”.  Quando ci siamo lasciati un’altra atleta umbra piangeva, ma Giuseppina è riuscita a consolarla dicendole: “ non piagne ce scialamo in Cina, vedrai quanti omini” .Durante la trasferta abbiamo avuto pochissime notizie a causa dei problemi telefonici. Finalmente sabato 11 ottobre, Claudio, la sorella di Giuseppina ed io siamo andati a Fiumicino. Abbiamo accolto gli atleti italiani con striscioni e applausi, ma Giuseppina aveva il viso triste. Ha abbracciato me e non sua sorella, così ho chiesto al tecnico che l’accompagnava cosa avesse e mi ha risposto che voleva rimanere in Cina e non desiderava tornare a casa.. Nel viaggio di ritorno a Foligno ho fatto alcune domande a Giuseppina:
-    Cosa ti è piaciuto di più di questa trasferta?
-    L’aereo, non lo avevo mai preso, e la gara.
-    Qual è stata l’emozione più grande che hai provato?
-    Durante la gara dei 100 metri, volevo vince.
-    Invece come ti sei classificata?
-    Seconda.
-    Hai conosciuto persone nuove?
-    Sì, Giuseppe, mi piaceva tanto e mi sono innamorata.
-    Con i tecnici sei stata bene?
-    Sì, con Alessandra.
-    Eri contenta di tornare?
-    No, volevo rimanere in Cina.
-    Da sola?
-    No, con Giuseppe


Ho parlato della storia di Giuseppina, ma non sapete chi è lei. E’ un ragazza di 34 anni con problemi intellettivi. Grazie alla sua famiglia, che ha creduto nell’importanza dello sport, ma soprattutto a lei, che con il suo impegno sportivo e la sua disponibilità ad aiutare gli altri, è riuscita a trovare e a far scoprire a chi gli sta vicino molti valori della vita. Con il suo entusiasmo, la timidezza per le persone sconosciute, gli slanci di euforia, il farsi domande per poi rispondersi, ha portato sempre allegria e spensieratezza. La sua carica fisica, la sua energia non poteva trovare sfogo migliore che attraverso lo sport. Due anni fa è stata premiata dal comune di Foligno come atleta dell’anno e ricordo ancora l’emozione che trapelava nei suoi occhi quando l’hanno chiamata per darle il premio. Vorrei che Giusy non sia l’unica persona che attraverso lo sport è riuscita a realizzarsi, ma che sia di esempio a tutti noi.

La sua amica M. Teresa Lorentini

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